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Introiti ed esiti (1755-1757): cosa raccontano le spese di Litterio Caracciolo, X marchese di Brienza

Aggiornamento: 2 mag

Nel documento "Introiti ed esiti 1755-1757" sono elencate le spese giornaliere effettuate da Litterio Caracciolo, X marchese di Brienza.

Un libro di entrate e uscite potrebbe sembrare arido. In realtà, queste voci di conto aprono una finestra sulla vita quotidiana, sui consumi di lusso, sulla salute, sui viaggi e sulle reti sociali tra Napoli, la Basilicata e la Puglia nel pieno Settecento.


Contesto: un aristocratico tra Napoli e il feudo


Dalle note emergono partenze e rientri, soste e deviazioni: Brienza, Salerno, Lagonegro, Gravina, Matera, fino a un viaggio in Puglia (Ariano, Bari, Foggia, Monte Gargano). La mobilità non è un dettaglio: è parte del modo di governare, di consumare e di “stare al mondo” di una grande casa nobiliare.


Alimentazione e lusso: tra provviste, doni e prestigio


Le voci alimentari mescolano quotidiano e straordinario: funghi, pepe, pasta, tagliolini, ma anche ostriche di Taranto, anguille, frutti di mare e prodotti “da regalare” come olio e "cascicavalli". Il cibo è anche linguaggio sociale: doni, attenzioni alla “Signora”, rinfreschi e sorbetti segnano relazioni e gerarchie.

Particolarmente rivelatore è il capitolo del cioccolato e delle spezie: cacao, zucchero, cannella, vaniglia, manteca, fino all’ambra grigia “nel cioccolato”. La spesa elevata per questi prodotti indica un consumo di lusso, legato a mode internazionali e a una cultura materiale di corte.


Cura del corpo e salute: spezierie, medici e terapie


Tra medicamenti e pratiche terapeutiche compaiono cubebbe, olio del Perù, empiastri, polveri “orientali” contro il vaiolo, salassi e consulti. La presenza di più medici e specialisti (anche un oculista inglese) suggerisce una gestione della salute complessa, costosa e continua, soprattutto per bambini e anziani della casa.


Non mancano pratiche di benessere: bagni “alla stufa”, acque minerali, cosmetici e prodotti per la toeletta. La cura del corpo è insieme necessità, moda e rappresentazione.






Accessori e status: tabacco, ventagli, piccoli oggetti “di moda”


Tabacchi pregiati (Avana, Siviglia), rapè, sigari, tabacchiere rivestite in pelle di pesce (shagreen): sono oggetti che parlano di gusto e distinzione. Ventagli “alla chinesa”, penne di pavone, bottoncini di brilli, bastoni da passeggio: la materialità del prestigio passa anche da dettagli apparentemente minori.


Divertimenti e cultura: musica, teatro, maschere e giochi


Le spese per commedie, teatro, musicisti (già all'epoca Litterio invitava i suonatori viggianesi ed esibirsi fra le mura del castello; e inoltre una banda “albanese”, vari soldati che suonano), strumenti (violino, arco), maschere e giochi (lotto, riffa, calabresella) mostrano una casa che produce e consuma intrattenimento. È un tratto importante: la cultura di corte

non resta confinata a Napoli, ma arriva anche nel feudo, trasformando occasioni e rituali locali.


Brienza: amministrazione, chiesa, archivio e memoria


Tra le voci “per Brienza” compaiono spese per l’archivio (notaio, lavori, stipi), per arredi e strumenti (sedie indorate, accordo di cembalo), e per la chiesa (cappelle, pitture, oggetti devozionali). L’archivio emerge come cuore del potere: custodire carte e memorie significa

governare diritti, rendite e prestigio.


Viaggi e mobilità: dogane, osterie, corrieri e logistica

Le note di viaggio elencano dogane, osterie, stallieri, corrieri, vetturini, mulattieri. La mobilità settecentesca è costosa e faticosa, ma indispensabile: per affari, relazioni, controllo del territorio e partecipazione alla vita sociale e religiosa.


Carità, mance e reti sociali: il denaro come linguaggio di potere


Mance, elemosine, soccorsi, regali ai dipendenti, ai poveri, ai carcerati, alle famiglie in difficoltà: la generosità è anche una forma di governo. Distribuire denaro e beni, crea obbligazioni, riconoscenza, fedeltà. È un modo concreto di “tenere insieme” una casa grande e un territorio.


Grandi eventi: i funerali di Teresa Pinto

Il capitolo dei funerali (apparati, torce, banderuole, argenti, religiosi, messe) mostra come la morte diventi un evento pubblico e politico: una messa in scena del rango, della devozione e della memoria familiare.


Glossario minimo (termini ricorrenti)


• Tarantello: salume di Taranto ricavato dalla pancia del tonno, spesso servito con olio, aceto e origano. • Rapè: tabacco da fiuto. • Manteca / mantechiglia: pomata grassa (spesso profumata) usata per capelli o corpo; nel contesto del cioccolato può indicare anche un ingrediente grasso di lavorazione. • Stibiato: cosmetico per gli occhi. • Cantemplora: recipiente (spesso in stagno) per mantenere fresca acqua o vino. • Bombace: materiale (ovatta/stoppa) usato per lumi. • Algozzino: ufficiale giudiziario / esecutore di ordini di giustizia.


Nota sulle fonti

Il testo è basato su un estratto del documento "Introiti ed esiti 1755-1757" (elenco di spese della casa Caracciolo) custodito nell'Archivio Caracciolo di Brienza, ora all'Archivio di Stato di Napoli. Il documento è stato acquisito da Brienza 1799 nell'ambito del progetto "Archivi".


Se hai altre carte, trascrizioni o riferimenti utili per contestualizzare persone e luoghi citati, puoi aggiungerli nei commenti: ogni dettaglio aiuta a ricostruire meglio la vita materiale e sociale del Settecento brienzano.

 
 
 

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